|
Comunicazione ai visitatori |
|
|
|
|
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità esclusivamente sulla base dei contributi dei collaboratori del gruppo fotografico e da persone esterne che ci danno la possibilità di arricchirlo. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 07/03/2001.
Non ha fini di lucro ed esiste soltanto per dare la possibilità ai visitatori di ammirare materiale fotografico inerente a luoghi d’Abruzzo e non, ricorrenze paesane, tradizioni culturali ecc. e di far inserire dagli stessi tramite il web master immagini di genere vario ma sempre rivolte all’arricchimento culturale dello stesso.
Se fra i testi e le immagini già pubblicate/i on-line, qualcuno ne costatasse la legittima paternità e non ne fosse stata fatta menzione alcuna in quanto a noi sconosciuta, ce lo segnali tempestivamente. Con altrettanta tempestività provvederemo ad eliminarle/i dalle nostre pagine, oppure le manterremo con la dovuta
|
|
I Serpari di - Umberto D'Eramo |
|
Ogni anno si ripete il rito dei Serpari di Cocullo e ogni anno il paesino si riempie di curiosi da ogni parte increduli per accertarsi della presenza di tante serpi. Questa piccola personale del nostro socio D'Eramo è la testimonianza della prosecuzione di una tradizione che non scomparirà nel tempo.
Cocullo 1 Maggio 2013 La Festa di San Domenico Abate - il Rito dei Serpari
Al 15° Festival di Cannes nel 1962 venne presentato il film documentario Mondo cane diretto da Paolo Cavara. Il film ottenne un grande successo internazionale ed ebbe una nomination all' Oscar nel ‘63 per il tema della Ti guarderò nel cuore (in inglese, More) contenuto nella colonna sonora di Nino Oliviero . Vinse il premio David di Donatello per la migliore produzione. Mondo cane è considerato il capostipite di un filone cinematografico di documentari sensazionalisti, volti a impressionare il pubblico mostrando usi e costumi insoliti, stravaganti e grotteschi delle etnie di tutto il mondo. Una parte riguarda anche la festa dei Serpari. San Domenico e i serpenti, San Domenico con i serpenti, un connubio possibile, anzi inscindibile per Cocullo. Da tempo immemorabile, a mezzogiorno in punto, si ripete immutato un evento il cui significato va ben oltre la semplice apparenza: il gesto di porre delle serpi intorno alla statua di un santo esprime la soluzione della eterna opposizione tra il mondo naturale con tutte le sue insidie e il mondo umano costretto a difendersi per sopravvivere.San Domenico in tale circostanza incarna la figura eroica capace di conciliare i due mondi.E, il paese in cui normalmente vivono qualche centinaio di abitanti, la prima domenica di maggio accoglie 20-25 mila turisti provenienti da tutto il mondo. Una volta erano solo fedeli, oggi il 60-70% fotoamatori. San Domenico con le serpi è stato fotografato in tutte “le salse”, come i serpari.Con le mie 17 immagini cerco di proporre quello che è il “contorno”, alcune sono classiche altre particolari e forse uniche come il serparo con l’immagine del Santo.U.D.Patrocinio UIF DIG/5-2013AQ/30 GUARDA LE IMMAGINI
|
|
L'Ospite del mese di maggio - Marco Zurla |
|
L'invito rivolto a Marco Zurla come ospite del mese di maggio, è stato subito accettato, non solo per essere in vetrina per un mese sul nostro sito, ma perché Marco è una persona di una serietà inconfondibile, è un bravissimo foto amatore e le sue immagini lo dimostrano. Sapevo di ricevere immagini da mozzafiato, anche perché conosco come fotografa dalla frequenza ai nostri concorsi fotografici. Penso che non devo dire altro in quanto il suo curriculum è molto chiaro e fa invidia a molti rispettabili grandi nomi della fotografia. Grazie Marco per le tue immagini e un saluto da tutto il gruppo fotografico de La Genziana.
Marco Zurla nasce a Taggia il 14 dicembre 1950. Inizia a fotografare nel 1968 e dal 1969 sviluppa e stampa in proprio le fotografia in camera oscura. Ha sempre preferito fotografare in bianconero almeno sino al 2005, anno di passaggio alla fotografia digitale. Nel 1981, con un gruppo di fotoamatori di Taggia, fonda il circolo fotografico “Tabia” (nome latino di Taggia) che l’anno successivo assume la denominazione attuale di “Riviera dei Fiori”. Da quell’anno ne ricopre, ininterrottamente, la carica di segretario. Nel 1982 si iscrive alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) dalla quale ottiene, in seguito ai successi riportati in concorsi fotografici nazionali ed all’impegno profuso per la Federazione le onorificenze di AFI (Artista Fotografo Italiano) e di BFI (Benemerito della Fotografia Italiana). In campo internazionale, in seguito ai buoni risultati ottenuti nei concorsi, è stato insignito dell'onorificenza artistica prima di AFIAP e poi di EFIAP. Per l'UIF, dopo aver scalato i vari gradini di onorificenze è stato insignito del titolo di MFA (Maestro Fotografia Artistica).
|
|
Leggi tutto...
|
|
La foto del mese di- Marie Michèle Bertin-Caron |
|

Un nuovo arrivo di tutto rispetto nel gruppo fotografico La Genziana. Fotografa dalle spiccate qualità non solo nel campo della fotografia (si può leggere qualcosa dal suo curriculum), è entrata a far parte della nostra famiglia e tutto ciò ci riempie di onore. Da poco nel nostro gruppo e già abbiamo conosciuto le sue qualità di foto amatrice molto puntigliosa, sempre attenta ad ogni piccolo dettaglio, puntuale e sempre prsente in tutte le attività del gruppo. Ama molto il B/N e possiamo guardare le sue immagini che ci raccontano la bella Parigi per tutto il mese di maggio sul nostro sito dove occuperà lo spazio della “Foto del Mese” riservato ai soci de La Genziana. Grazie di essere con noi e leggiamo il suo piccolo curriculum.
Marie-Michèle BERTIN-CARON nasce il nel 1946 in Francia a Saumur nella regione dei castelli della Loira. Inizia la sua formazione di fotografa nel 1964 in uno studio fotografico di Tours dove impara tecniche di ripresa, stampa e ritocco e per conto del quale realizza reportage di cerimonie ed eventi culturali tra i quali quello di un concerto del cantautore Jacques Brel. Nel 1967 con la famiglia si sposta a Parigi e continua a collaborare nel ritocco di ritratti per studi fotografici parigini. Dal 1967 al 1975, a Parigi, studia scultura e pittura nello studio del pittore Christian R. Welter, ceramica all’ Ecole des Arts Appliqués e frequenta corsi di storia dell’arte all’ Ecole du Louvre. Essendo anche appassionata di danza, fotografa i suoi amici ballerini nel noto studio Waker di Montmartre di cui frequenta regolarmente i corsi.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Uscita corsisti XII corso fotografico La Genziana |
|
Domenca 21 aprile, come da programma del XII corso di fotografia, si è svolta la prima uscita fotografica con i corsisti. Si sono formati due gruppi dislocati uno a San Vito e Ortona e l'altro a Spoltore. La mattinata è risultata molto interessante per tutti dopo aver appreso, nelle prime lezioni, alcuni aspetti fondamentali della fotografia, durante il lavoro sono state molte le domande e tutte molto interessanti, ci proponiamo tutti una prossima uscita. Per il momento le immagini non sono dei corsisti ma a breve vi saranno anche le loro.
GUARDA LE IMMAGINI |
|
Castiglion Fibocchi - Il Carnevale |
|
A pochi chilometri da Arezzo, sorge CASTIGLION FIBOCCHI, caratteristico comune toscano. Le sue origini risalgono al secolo XII quando i Conti Guidi cedettero il feudo alla famiglia dei Pazzi di Valdarno. Tra i membri della famiglia spicca la figura di Ottaviano, soprannominato BOCCO per via di una deformazione del viso ed è da lui che ha preso il nome il paese. Qui la storia si intreccia con la leggenda e alcune novelle narrano di grandi festeggiamenti prima della Quaresima con grandi ….balli e libagioni. Da circa diciassette anni, proprio attingendo a queste notizie, è nata l’idea di festeggiare in tempi e modi diversi il Carnevale, un po’ differente dagli altri, senza sfilate di carri, fatto solo di maschere che vanno a posizionarsi in ogni angolo e piazza del borgo. Più di cento per ora, belle, colorate, che si lasciano ammirare e fotografare con compiacimento e cortesia. Costumi progettati dagli studenti dell’Istituto d’Arte e cuciti con amore e pazienza dalla gente del luogo; abiti che riempiono di colore ed allegria le via di CASTGLION FIBOCCHI. I visitatori sono invitati a votare la maschera più bella e, dopo che il corteo, formato da tutte le maschere partecipanti , va a disporsi nell’anfiteatro fuori dal centro storico, verrà proclamata la maschera dell’anno ed alla fine…..un piatto di pasta asciutta calda viene offerto a tutti i visitatori a coronamento di una piacevole giornata. Questo è stato il carnevale al quale La Genziana è stata invitata dagli amici fotografi UIF Alvaro Valdarnini e Azelio Magini entrambi di Arezzo . Abbiamo aderito con piacere io ed Alfonso e questo è il nostro reportage. Antonio Buzzelli GUARDA LE IMMAGINI
p.s. le notizie qui riportate sono state prese dal sito ufficiale su internet della manifestazione |
|
La Passione di Gesù di - Antonio Di Federico |
|
Invitato da alcuni amici del gruppo a recarmi a Dragonara (piccola località nei pressi di Pescara) per assistere alla Passione di Gesù, rappresentazione che oggi in tutto il mondo viene rievocata dai cristiani, non mi sono lasciato scappare l'occasione, anche perché ho assistito a diverse di esse e non sono rimasto molto soddisfatto dalle scene riprodotte. Dopo una piccola ma normalissima attesa durante la quale sono stato informato di tutto il percorso, mi sono reso conto che nonostante il tragitto non troppo lungo, le scene erano molto ben organizzate. Una folla incuriosita assisteva silenziosa alla Passione di Gesù con fazzoletti agli occhi, un po' per il ricordo di quello che è accaduto tremila anni fa, un po' per l'emozione che in quel momento davano i figuranti nel rappresentare la storia. Bravi tutti dai grandi e piccini come si trovassero in un set cinematografico, hanno riprodotto tutte le scene a partire da quando Gesù con i suoi apostoli si reca sul monte Sion per celebrare la Pasqua ebraica, per arrivare nella valle del torrente Cedron dove si ritira per pregare e dove incontra Giuda che con un bacio lo tradisce e da qui inizia la sua passione essendo portato dai centurioni nel palazzo del sommo sacerdote Caifa dove viene processato dal Sinedrio. Altra scena quella dove Gesù viene condotto da Ponzio Pilato che se ne lava le mani per non aver riscontrato nell'Uomo alcuna colpa e lo affida al popolo che lo flagella, così a Gesù gli viene messa una Croce sulle spalle per recarsi al posto della crocifissione chiamato Golgota. Ma la scena più emozionante arriva quando dopo le urla per i chiodi inflitti a un Uomo innocente, si assiste alla croce che si alza con l'Uomo crocifisso e le strazianti urla della Madre. Il tutto si conclude con Gesù deposto dalla Croce e dato alla madre che ne piange la sua morte. Complimenti agli organizzatori nonostante la loro poca esperienza ed età dei figuranti. Antonio Di Federico. GUARDA LE IMMAGINI
|
|