| As a fisherman di - Mario Fracasso |
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Il sogno fanciullesco era quello di fare l’esploratore e la figura di riferimento era quella di Piero Angela. Così ho iniziato le mie prime “avventure” fin da bambino, quando giravo il mio quartiere (vicino al fiume Saline) in cerca di “animali esotici”. E tutto ciò deve essere rimasto nel mio inconscio anche crescendo: questo deve essere stato il motivo che mi ha spinto a conseguire una laurea in archeologia, questo è stato, sicuramente, il motivo per cui mi sono avvicinato alla fotografia. Durante una permanenza di un mese in Egitto per uno scavo archeologico, infatti, mi sono accorto che la macchina fotografica, affiancata alla scrittura, era un mezzo potentissimo per raccontare il viaggio e le proprie emozioni, per trasformare in immagini le sensazioni provate. Purtroppo in quel periodo ero dotato solo di una umile ma orgogliosa nikon coolpix 5400 ma la scintilla era scattata e l’amore per la fotografia era esploso.(dopo aver letto tutto guarda la personale nelle ultime notizie) Ora scatto con una Pentax k200 digitale e un obbiettivo f3.5-5.6. Naturalmente, anche influenzato dalla passione per la rivista National Geographic e per lo studio di realtà sociali differenti e di qualsiasi elemento diverso che ci consenta di capire meglio noi stessi oltre che gli altri, il taglio di ogni mio lavoro è tendenzialmente quello del reportage….o almeno uno ci prova! As a fisherman Alla ricerca dell’immagine più romantica possibile del Regno Unito, dopo aver studiato e lavorato per alcuni mesi in Inghilterra, ho deciso di scoprire come fosse la vita nelle zone più remote e amene, quelle più assolutamente distanti da Londra. Così mi sono ritrovato su una delle isole dell’arcipelago delle Ebridi Esterne, l’Isola di Lawis, in territorio scozzese, a nord-ovest della main Island. Qui, tra Standing Stones (circoli di pietra eretti da popolazioni preistoriche) e natura allo stato puro (l’unica città è Stornoway, che ha appena 9.000 abitanti), sono potuto venire a contatto con quelli che sono, oltre che motori trainanti dell’economia scozzese, anche figure tradizionalmente poetiche: i pescatori. Così ho deciso di seguirli in una giornata di lavoro e, dopo un paio di nottate tormentate a causa del maltempo e della difficoltà nel trovare un Capitano che mi accogliesse a bordo, ho finalmente potuto, anche io, solcare l’oceano: nella Kildonan in compagnia di Rob e Ian, tra mal mare e sbalzi di temperatura, sono riuscito anche ad ottenere alcuni scatti.
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